A volte vogliono solo parlare. Ma i guardiani sono dappertutto. Membri della polizia certo ma più spesso agenti in borghese, funzionari del regime incaricati di osservare, ascoltare, riferire. "Tutti sanno chi sono loro qui nel villaggio", si lascia sfuggire guardandosi attorno un uomo sui quaranta, un figlio nell'ex capitale e una moglie chissà dove, lui autista per stranieri su una Toyota di vent'anni fa, in fondo un privilegiato. "Hanno le case migliori, quelle che il vento non si porta via", ma anche le attività pìù redditizie e le auto coi sedili foderati. La Birmania è in mano a una mafia i cui tentacoli si estendono fino alle più remote località del paese, la testa nei palazzi della giunta, gli occhi, le orecchie e il bastone ficcati nella carne della povera gente. Dicono le voci che si debba stare particolarmente attenti ai locali in terra battuta e lamiera che la Lonely Planet nel suo zelo da correzione politica battezza saloni da tè. E' qui che tra un sorso e l'altro le spie intercetterebbero la maggior parte delle conversazioni di interesse, è qui che le cospirazioni contro la sicurezza dello stato prenderebbero corpo, è da qui che la polizia del pensiero trarrebbe le informazioni necessarie per compiere la sua meritoria opera di igiene sociale e di salvaguardia della stabilità della nazione. Ma in fondo non serve una task force per imporre silenzio e obbedienza: quando il sospetto si è impadronito della tua mente sei già prigioniero e non importa se il tuo vicino di casa o di sgabello sia davvero un collaboratore del regime o soltanto un'altra vittima in cerca di una parola e di uno sguardo di umana comprensione. Nelle società della paura ogni minaccia apparente diventa un nemico reale. Il tè in Birmania si serve a tutte le ore.








1. 3nom1s, Lunedì 10 Settembre 2007 ore 15:44
Daw Aung San Suu Kyi, è lei secondo me la regina della possible rinascita. Ho notato che anche tu ne hai parlato spesso. E come dimenticarsene? Ti dico, continua così, i tuoi sono stimoli per me e altri che come noi amano parlare di tutto quello che accade nel mondo, senza la retorica del perbenismo interessato (come dice Guccini). A presto
2. Enzo, Martedì 11 Settembre 2007 ore 19:21
Ti ringrazio molto per queste parole e ti invito a contribuire ogni volta che vuoi.
Un saluto.
Enzo